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NON CONFONDIAMO ZDANOV CON MARX

Per Mario.

Non confondiamo Zdanov con Marx
Guarda  che la famosa querelle antimarxiana sul rapporto "meccanicistico"tra struttura-sovrastruttura 
è una "bufala" presente soltanto in alcuni diffusi testi di viscerali antimarxiani e bradicefali staliniani.
Engels già sottolineò in una sua lettera a tale proposito che il rapporto causa-effetto sulle due categorie è da interpretarsi soltanto "in ultima analisi".
 La cosa aveva un rapporto più diretto per alcuni aspetti del Diritto, che spesso esprimeva in modo più immediato tale relazione. 
A tale proposito, per sottolineare la mancanza di meccanicità nel rapporto struttura-sovrastruttura, veniva citata l'evidente esempio della grandezza dell'arte greca gnelle sue varie forme e in particolare il livello inarrivabile dell'esempio della tragedia antica. 
Se Marx ed Engels avessero pensato ad un rapporto causa-effetto immediato non avrebbero considerato inarrivabili, tranne per il caso, in alcuni momenti, di Shakespeare, i livelli di grandezza della Tragedia antica e dell'Arte, della Letteratura, della Filosofia, della Geometria etc. greche.
Sono maledetti luoghi comuni che, mescolando alcune bestialità teorico-pratiche dell'epoca staliniana e dei bigini di baffone, sono serviti a buttare fango sul pensiero marxiano.
E l'antistoricismo popperiano, cii ha sguazzato non poco insieme ai suoi seguaci.
Dixi.
Sono aspetti affrontati già nella mia adolescenza. Anche in seminari universitari con i vari Dal Pra, non considerabile certo come un dogmatico, e Geymonat, che riguardo alla Filosofia della Scienza ed alle trattazioni di personalità di studiosi come Nagel, avevano affrontato e discusso tali temi proprio nel momento in cui ritornavano stilemi stalinisti retrogradi nella vulgata di alcuni sessantottini da strapazzo.
Senza contare quello che a tale riguardo aveva sostenuto Gramsci.
Non cito pagine specifiche anche perché, come ben sai, la cultura è quello che rimane dopo che si è dimenticato quello che si è in passato studiato.
Dixi.

"Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere è di nuon trapassarli" Leopardi


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